LA LUCE DI PASQUA RISORGE. RIFLESSIONE DI UNA PITTRICE E SCRITTRICE SULLA RINASCITA

di Daniela Bussolino

Per chi dipinge, si sa: la luce è tutto.

Ma c’è una luce che conosco bene e che aspetto ogni anno; non è la luce dell’estate, piena, calda e diretta, che non lascia ombre, ma è qualcosa di più timido e più potente allo stesso tempo: la luce di aprile sul Monferrato, quella che arriva di traverso tra le vigne ancora nude e trasforma ogni cosa in qualcosa di diverso da quello che era un’ora prima.

È la luce di Pasqua.

E da pittrice, scrittrice, artista in cerca di emozioni, è la luce che mi spaventa di più. Perché non si cattura, ma è lei che insegue.

Ho sempre dipinto la rinascita senza nominarla, nei miei quadri primaverili, in cui non compaiono fiori in primo piano, né cieli azzurri da cartolina, ma c’è quasi sempre una soglia, una finestra socchiusa, un campo appena arato, un sentiero che piega e scompare. Qualcosa che sta per accadere, non qualcosa che è già accaduto.

Credo sia questo il senso più autentico della Pasqua, almeno per me: non la celebrazione di ciò che è rinato, che rispetto come momento legato alla liturgia e alla fede personale, ma il momento che arriva prima. quella sospensione silenziosa in cui tutto è ancora possibile prima che l’atto si espleti, prima che qualsiasi ipotesi, speranza o paura diventi un fatto.

Lo ritrovo anche nella scrittura. I personaggi che mi appartengono di più sono sempre quelli in attesa, quelli che osservano prima di agire, che tengono dentro qualcosa ancora un momento, prima di lasciarlo andare tra l’archivio dei fatti e dei ricordi.

La rinascita, in pittura, non è mai immediata.

Lavoro per stratificazioni, aggiungo colore, mi fermo, osservo, ricomincio. Stessa cosa vale per la scrittura, per le frasi riscritte, cancellate, tagliate e riscritte di nuovo.

Ci sono opere che attraversano settimane di dubbi prima di trovare la propria luce e, quasi sempre, quella luce non viene dall’esterno, ma emerge dall’interno della stessa tela, della stessa pagina, da tutto quello che c’è sotto, dai cambiamenti avvenuti durante il percorso.

È esattamente così che funziona la primavera sul Monferrato.

Non è un’esplosione, ma un’emersione lenta, stratificata, che porta con sé i segni dell’inverno che c’era prima e li trasforma senza cancellarli.

Questo periodo dell’anno mi ricorda perché dipingo e perché scrivo.

Non per rappresentare il mondo com’è, ma per raccontarlo nel suo divenire, mentre sta diventando qualcosa d’altro.

La femminilità che cerco di indagare nelle mie opere ha questa stessa qualità, che non è mai uno stato fisso, ma una trasformazione, una luce che cambia angolo, una forza che a volte assomiglia alla fragilità e viceversa.

Pasqua, per me, non è una data nel calendario, ma un modo di osservare il mondo, di osservare la vita, attraverso la disponibilità a vedere la luce anche dove ancora non è arrivata del tutto.

Qualunque cosa stia attraversando in questo periodo, auguro a chi legge di trovare quella luce, quella interiore, quella che emerge.

Buona Pasqua.

Daniela Bussolino

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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