Daniela Bussolino ha iniziato la sua stagione di esposizioni per questo 2021.
Innanzitutto, la partecipazione al Premio Paul Cézanne, con Artexò Gallery International Award, poi l’esposizione al Maco Museum, per Art-e Orizzonti Artistici.
Infine, la sua mostra personale nella galleria virtuale Soulharmony Gallery, la galleria che da tre anni punta tutto sul futuro offerto dai nuovi mezzi tecnologici.
Daniela Bussolino in Soulharmony Gallery
La mostra di Daniela Bussolino è stata allestita all’interno degli spazi virtuali della galleria e presentata in un video come se fosse una mostra fisica reale.
La presentazione è stata realizzata dal critico d’arte Pasquale Di Matteo, il quale ha raccontato le peculiarità dell’espressione artistica di Daniela Bussolino, che si esplicita nella gioia di vivere e nell’esortazione a lasciarsi scivolare addosso i problemi.
La pittrice di Asti è stata raccontata con un accento sulla poetica dei suoi ballerini stilizzati e sul romanticismo che avvolge le sue donne, colte in espressioni trasognate e in momenti riflessivi.
Le donne di Daniela Bussolino sono altresì austere e pretendono un posto nel mondo e non solo di fungere da orpello o da oggetto di contorno.
La Via della Gioia, questo il titolo della mostra personale di Daniela Bussolino, racconta l’artista astigiana facendo una sintesi dei motivi per cui dipinge: raccontare di sé al mondo, delle sue gioie e anche dei momenti bui, ma senza mai perdere di vista la fortuna di poter vivere e la gioia che può dare ogni nuovo giorno.
Un bisogno viscerale di esprimere quanto maturato dal vivere, la necessità di sentirsi viva attraverso la sua creatività romantica.
Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan
La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma.
Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene.
Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica.
Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa.
Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka.
Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna.
La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR.
Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore.
Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi.
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