DANIELA BUSSOLINO: UN APRILE TRA ARTE DIGITALE E ORIENTE

Copertina dell'articolo della pittrice di Asti DANIELA BUSSOLINO, intitolato DANIELA BUSSOLINO UN APRILE TRA ARTE DIGITALE E ORIENTE

UNA MOSTRA SUL CAOS E LA BELLEZZA DELL’IMPERFEZIONE

Il 5 aprile segna l’inizio di un mese indimenticabile per me.

Alle 17, negli spazi di Roccartgallery a Firenze, si aprirà L’Equilibrio del Caos, una mostra curata dal critico internazionale Pasquale Di Matteo.

Per me, non è solo un’esposizione, ma un salto nel vuoto, una sfida accettata con il cuore.

Presenterò due opere del mio nuovo percorso di digital art, nato quasi per gioco, ma cresciuto con la determinazione di chi vuole sperimentare, osare, ridisegnare i confini della propria creatività.

DALLA TELA AL DIGITALE: UN VIAGGIO INASPETTATO

Tutto è iniziato con un click. Un giorno, per curiosità, ho aperto un software di grafica.

Volevo vedere cosa succedeva se mescolavo i miei ballerini stilizzati, le mie donne pensierose, con texture digitali, colori fluorescenti, movimenti e velature impossibili da catturare su tela.

E il risultato è stata un’esplosione di energia. Un linguaggio nuovo per raccontare gli stessi messaggi di sempre: gioia di vivere, leggerezza, l’arte di ballare sui problemi invece di lasciarsi schiacciare.

Non credo nelle rivoluzioni rumorose.

Preferisco la forza del silenzio e della meditazione. Con le mie opere voglio mostrare come il disordine possa diventare armonia. Proprio come una risata inaspettata in un giorno grigio.

FIRENZE, GIAPPONE: L’ARTE NON HA CONFINI

Aprile non è da me così atteso solo per la mostra, ma anche per il libro giapponese.

Un altro traguardo che mi riempie di orgoglio: essere inclusa nel saggio イタリア美術感性を日本へ (La sensibilità artistica italiana in Giappone), curato anche questo dal Dott. Di Matteo.

Il Giappone!

Un paese che amo per la sua capacità di unire tradizione e innovazione, precisione e poesia.

Sapere che le mie opere arriveranno lì, che qualcuno dall’altra parte del mondo potrebbe sorridere osservando i miei ballerini e riflettere con le mie donne è un’emozione che non so descrivere. E per cui non vedo l’ora di trovarmi il volume tra le mani.

PERCHÉ L’ARTE DEVE ESSERE ONESTA, NON PERFETTA

Non ho mai preteso di salvare il mondo con i miei lavori.

Non credo nelle risposte facili. Ma credo nel potere di un’immagine che ti entra negli occhi e ti scalda il cuore.

Le mie donne, con i loro abiti eleganti, i miei ballerini sospesi tra realtà e fantasia, parlano di un’esistenza vissuta con autenticità. Senza filtri, senza maschere.

E il digitale?

È solo un altro strumento.

Come un pennello più luminoso, una tela che non si strappa. Ma ciò che conta è ciò che racconto, cioè la bellezza dell’imperfezione, il coraggio di abbracciare il caos e trovarci un senso.

VI ASPETTO AL VERNISSAGE, CON LE SCARPE DA BALLO

Il 5 aprile, a Firenze, sarà una festa. Non un evento formale, ma un incontro tra chi crede che l’arte debba emozionare, non intimidire.

Porterò con me la stessa curiosità che mi ha spinto a cliccare su quel software per la prima volta. E forse, tra un brindisi e una chiacchiera, vi svelerò un segreto: il vero equilibrio non sta nel controllare il caos, ma nel ballarci dentro.

Grazie a Pasquale Di Matteo e al gallerista Fabio Rocca, che hanno creduto in questo progetto folle e meraviglioso.

Grazie a Firenze, città che sa ancora stupire. E al Giappone, che mi accoglie con quel rispetto silenzioso che solo il Sol Levante sa donare.

PS: Se verrete al vernissage di Firenze, cercate i dettagli nascosti nelle opere. Perché ci sono piccoli guizzi di luce che ho inserito solo per farvi sorridere.

Dopotutto, l’arte è anche gioco. O no?

Con affetto,

Daniela Bussolino.

La storia di Daniela Bussolino in immagini

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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