Daniela Bussolino è stata protagonista alla galleria Dantebus, in via Margutta a Roma, dove ha partecipato a una collettiva d’arte con la sua opera PONTE DI PRAGA.
Un’opera ad acquerello, tecnica che non consente di tornare indietro, nessun margine di errore.
Un’opera senza tempo, le cui figurazioni che camminano in lontananza non sono definite, perciò non consentono di collocarle in un determinato contesto storico.
Il ponte come passaggio, metafora delle vicissitudini della vita. Non a caso Daniela Bussolino dipinge la struttura del ponte con colori cupi, come ombre che minacciano il cammino, mentre sullo sfondo si stagliano le costruzioni abitative e i monumenti, giganti, a nascondere parte del cielo.
Costruzioni e cielo sono plasmati con diversi toni di rosso e sul ponte si riflettono i colori del cielo. Anche all’orizzonte si nota una macchia chiara, testimonianza di una velata speranza in un mondo migliore, un futuro roseo.
Un’opera che non è soltanto lo spaccato di una città magica, ma anche metafora dei sentimenti di un’artista che spesso estroflette se stessa e i suoi sentimenti sulle tele e che con PONTE DI PRAGA non solo cattura l’attenzione, ma riesce a far emergere in chi osserva il desiderio di passeggiare su quel ponte per vivere l’intensità e la magia di quelle cromie.
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Sempre in queste ultime settimane, Daniela Bussolino ha ottenuto importanti riconoscimenti, come il Premio Dante Alighieri, a Casale Monferrato, e il Premio Van Gogh 2021, rilasciato da La Chiemera, Lecce, a testimoniare il dinamismo dell’artista astigiana e la qualità della sua espressione artistica, riconosciuta da diversi professionisti, in Italia e all’estero.
Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan
La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma.
Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene.
Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica.
Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa.
Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka.
Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna.
La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR.
Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore.
Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi.
www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com
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