DANIELA BUSSOLINO E LA SUA NATURA UMANA

PASQUALE DI MATTEO PRESENTA BUSSOLINO

Daniela Bussolino è un’artista esuberante, che si ritrova in moltissime rassegne pittoriche.

L’artista astigiana, non si è smentita nemmeno in questo ultimo periodo.

Infatti, è stata protagonista al PREMIO VITTORIO SGARBI, all’International Art Fair di Innsbruck e a all’evento di Pasquale Di Matteo, COLORI GIAPPONESI.

Nell’analisi critica inserita nell’attestato di ammissione al PREMIO VITTORIO SGARBI, a firma dello stesso Vittorio Sgarbi si legge: «Io più di altri in Italia mi sono spinto ad applicare un metodo che in Francia ha una lunga tradizione nei “Salons des Refusées”, nei quali fu possibile riconoscere, in tempi non meno difficili e non meno “affollati” artisti come Manet e Gauguin. Ora ho preso visione di migliaia di proposte ben sapendo che altrettante e più non si rivelano o hanno altri, diversi canali. Il progetto “Premio Vittorio Sgarbi” ne seleziona alcuni, come una costellazione in un firmamento in continua espansione. Il diritto di esistere, per un artista, significa la possibilità di uscire dall’anonimato e dalla solitudine del suo studio. Garantisce un bene primario, costituzionale: il diritto alla creatività. Per conquistarlo non basta una semplice mostra; è necessaria una testimonianza, il riconoscimento di chi intenda scoprire la potenzialità di un artista e prenderlo sotto la sua tutela, descrivendone l’essenza della visione e dei pensieri. La scelta del suo lavoro è un documento di esistenza e di impegno artistico.»

E Daniela Bussolino esiste ed è artista che alimenta i suoi messaggi che parlano di vita, di sensazioni, di emozioni, della genuinità.

Si tratta di un’artista che il critico Pasquale Di Matteo più di altri ha definito artista della gioia di vivere, esaltando i messaggi positivi veicolati soprattutto attraverso i ballerini stilizzati, dove Daniela Bussolino esprime il meglio della sua espressione poetica, ovvero del messaggio.

Un’artista in cui convivono l’animo romantico e il desiderio di sminuire le vicissitudini, trasformando i tormenti del vivere in punti di inizio, blocchi di partenza da cui disegnare nuovi percorsi. Perché vince che sa rimettersi subito in piedi, non chi non cade mai.

Un’artista che pretende ascolto e, per citare Vittorio Sgarbi, il diritto all’esistenza.

E Daniela Bussolino esercita tale diritto con impegno.

L’attestato di Vittorio Sgarbi è senza dubbio un ulteriore tassello nella carriera di un’artista che un giorno lascerà traccia di sé.

Daniela Bussolino ha l’intelligenza di non ritenersi Picasso, ma, in punta di piedi, espone se stessa, senza fronzoli, senza inutili orpelli, senza indossare abiti da prima donna, senza definirsi maestra d’arte o usare altri titoli.

Semplicemente l’artista espone Daniela, con i suoi pregi e i suoi difetti. E proprio per questo motivo, chi sa cogliere il codice espressivo dell’anima comprende a pieno i suoi messaggi e, soprattutto, le sue emozioni.

L’artista, che ha ormai esposto in gran parte del mondo, è stata una dei protagonisti di COLORI GIAPPONESI, l’evento organizzato da Pasquale Di Matteo e ospitato in Chie Art Gallery Milano, della Dott.ssa Chie Yoshioka.

Nelle prossime settimane, sarà realizzato un video sull’arte di Daniela Bussolino, con la critica di Pasquale Di Matteo, che partirà proprio dall’opera esposta in galleria, per poi mostrare altre opere dell’artista, posizionate in ambienti virtuali. (Per avere un’idea, basta guardare gli altri video già realizzati sul Canale YouTube PENSIERI ARMONICI).

Un’artista che non sarà Picasso, ma che ha certamente molte più cose da dire, molta più dignità e sentimenti da veicolare di tanti che credono di potersi accostare ai grandi del passato, ma che, se non avessero sponsor alle spalle, sarebbero signori nessuno sconosciuti persino al vicino di casa.

© PASQUALE DI MATTEO

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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